La strada che porta a Camigliatello, in Sila, è tortuosa e mette alla prova sterzo e riflessi, come tutte le strade di montagna che si rispettino. Man mano che si sale dalla costa tirrenica o da quella jonica, però, l’aria si fa più rarefatta e il caldo secco del mare lascia spazio alla frescura dei boschi verdissimi e al silenzio ovattato dei monti. Quando si arriva al numero 14 di contrada Campo San Lorenzo il dubbio assale: sarà questo il tempio silano della gastronomia calabrese? Se non si presta attenzione La Tavernetta si potrebbe confondere con una delle ville vacanziere della zona, ma, una volta superato il viale che porta al parcheggio e abbandonata l’auto, si capisce che questo è un luogo antico, ristrutturato in più riprese e ricco di storie familiari da raccontare.

Sala 1

Nel cuore della Sila c’è una rinomata famiglia di ristoratori calabresi che, eroicamente, opera da sempre per valorizzare le ricchezze di questi luoghi: carni, formaggi, uova, patate e soprattutto funghi. I porcini, in primis, per i quali Pietro Lecce ha reso la sua Tavernetta un must, anche oltre le frontiere locali.

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Bagnata da due mari, Ionio e Tirreno, e stretta tra i monti di due parchi nazionali, la Sila e il Pollino, la provincia di Cosenza ha varietà di microclimi, suoli e paesaggi che conquista anche a tavola.

 

Dai boschi di pino laricio sull’altopiano silano, sopra i 1.200 metri, fino alle acque cristalline che bagnano le spiagge di Belmonte Calabro, il cosentino offre una ricchezza di sapori e prodotti che da sola vale il viaggio. Se poi aggiungiamo la bellezza dei luoghi, come le zone non degradate del centro storico di Cosenza, la riserva dei Giganti della Sila, borghi come Morano, sul Pollino, e Longobardi, sulla costa tirrenica, gli ingredienti per un break fuori stagione ci sono tutti.

I sapori del Pollino

Partiamo dal Parco nazionale del Pollino, l’area protetta più grande d’Italia. Ci arriviamo dalla Salerno-Reggio Calabria. Facciamo sosta aSaracena, borgo dalle origini antiche. Si narra che discenda dall’Antica Sestio, fondata dagli Enotri intorno al XI secolo a.C.: lo approfondiremo a Cosenza,

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