La Tavernetta a Camigliatello Silano e la cucina di Emanuele Lecce

Siamo nel parco Nazionale della Sila. Un paesaggio montano con boschi, laghetti e alberi secolari (da visitare I Giganti della Sila, parco biogenetico dal grandissimo valore).  Pista da sci e case con i tetti spioventi. Clima adatto a funghi e patate che qui regnano distinguendosi per qualità e gusto.

Emanuele Lecce ha preso da due anni in mano la cucina del ristorante di famiglia, che è anche comoda locanda con camere spaziose e accoglienza gentile, trasformando ma non stravolgendo la proposta storica.

Avevo lasciato piatti di materia, golosi e rassicuranti, in linea con il territorio. Tutte cose che ritrovo ma con una marcia in più. Si aggiunge infatti la raffinatezza e la concentrazione sull’elemento vegetale. Non ha paura lo chef di valorizzarlo senza cercare troppo le dolci grassezze che tanto spesso sviliscono prodotti straordinari.

E’ grande il rispetto per i funghi, che qui sono veramente il motivo del viaggio. Vengono trattati in maniera perfetta da mani sensibili che ne conoscono l’essenza.

Questo è un perfetto caso a testimonianza di quanto possa essere proficuo un passaggio di testimone da padre in figlio. La solida base creata nel tempo, una clientela fidelizzata, gode oggi il piacere di percorrere un gradino superiore, senza perdere nulla ma arricchendosi di tecnica e sensibilità nuove.

Agli ospiti viene offerta una bella esperienza, divertente l’aperitivo da mangiare con le mani su cui si distingue una foglia di insalata lucidata con burro alla carne. Deliziosa i porcini quasi al naturale, affettati sottilissimi, non banalizzati da acidità imperdonabili se abbinate a questo prodotto fresco e intenso. La tecnica si fa avanti nelle fettucce di grano grezzo, tirate sottilissime, un aroma lungo, valorizzato dai funghi cotti il giusto. Si sarebbe potuto essere facilmente tentati di aggiungere grasso, burro, formaggio…invece la mano, come la testa è salda. Un piatto di calore che esprime il bosco e i campi di grano di montagna, con le radici al freddo e le spighe al sole.

Rassicuranti i ravioli ripieni di patate della Sila con il primo tartufo bianco di stagione, sempre calabrese. Goloso il maialino, ricco il piatto di funghi di stagione in diverse cotture.

Si chiude con una carta dei dessert ridotta e in sintonia con la filosofia del posto. Carta dei vini ampia ed interessante soprattutto sui rossi in cui non mancano tante chicche regionali.

Aperitivo

Fettucce di grano grezzo con porcini

Maialino da latte con bietola e patate

Funghi frolla crema e fragola

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